Marginalia

Il problema della stupidità

C’è differenza tra il malvagio e lo stupido? Io ho sempre pensato di si. I malvagi sono ovviamente pericolosi ma tutto sommato riconoscibili e identificabili. Lo stupido è imprevedibile, agisce fuori da qualsiasi schema lasciando dietro di se solo devastazione, per questo l’ho sempre temuto anche più del malvagio.

Ultimamente mi sto chiedendo sempre più spesso se abbia davvero ancora senso fare questa distinzione.

il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più…

Umberto Eco

The analog revolution *

The search engine is no longer a model of human knowledge, it is human knowledge. What began as a mapping of human meaning now defines human meaning, and has begun to control, rather than simply catalog or index, human thought. No one is at the controls. If enough drivers subscribe to a real-time map, traffic is controlled, with no central model except the traffic itself. The successful social network is no longer a model of the social graph, it is the social graph.

Silenzio

Il silenzio è in via di estinzione, in alcuni luoghi e in alcune persone è anzi già estinto da tempo.

Non che non si debba dire o scrivere solo che il saper tacere, che ha come effetto collaterale il pensare, non vengono più coltivati come si dovrebbe.

Buon anno?

Ma si dai, buon anno.

Buoni propositi però nessuno ché ne faccio già tanti tutti gli altri giorni.

Buon Natale

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Sottrarre

Sottrarre è un processo faticoso e talvolta anche doloroso, dire si è più semplice che dire no.

Il mondo mi suggerisce che la mia vita migliora in generale se accumulo cose, non gliene faccio una colpa lo fa perchè tutto sommato è nel suo interesse.

Io credo invece, consapevole di avere già molto, che sia importante mi focalizzi su cosa lasciare andare.

Dire no a cose che per me non sono importanti o a relazioni che non portano a nulla significa preservare spazio e tempo preziosi da dedicare a chi amo, a ciò che per me conta veramente.

Si perché il tempo è tra i beni più preziosi che abbiamo ed è lecito esserne avari.

Siamo tutti brutte persone *

Annamaria Testa su Nuovo e Utile, da stampare, tenere sul comodino e leggere tutti i giorni, sia la mattina appena svegli che la sera prima di coricarsi.

Il punto 5 Preferiamo una scossa a un pensiero per me sopra tutti. Descrive con sintesi perfetta il momento attuale.

Rallentare

Ho bisogno di rallentare, di assecondare la lentezza dei pensieri profondi, delle letture lunghe, della scrittura a mano, del parlare con le persone di persona, di ascoltare.

Tsundoku

Tsundoku (積ん読) è un termine giapponese che può essere utilizzato anche come verbo, letteralmente significa “acquisire libri lasciando che formino una pila nella propria casa ma senza leggerli”.

A chi non capita? La lettura è spesso uno dei tanti buoni propositi che facciamo e che poi rimangono li, accatastati in una pila.

Io vorrei leggere molto di più di quanto non riesca a fare ma sono un lettore lento, in tutti i sensi. Impiego tanto a leggere un libro e mi succede di frequente di acquistare un libro che mi interessa e che poi lascio li, a maturare nella pila, per poi leggerlo anche dopo molto.

Ma lo Tsundoku per me non ha accezione negativa, bisogna essere pronti per leggere un libro, mi capita anche di iniziare, poi di lasciare e riprendere dopo molto tempo. L’importante è leggere e farlo con consapevolezza.

Non riuscirei in ogni caso a pensare alla mia vita senza lettura e alla mia casa senza libri. Poiché anche questo luogo è la mia casa mi piace l’idea di avere anche qui uno scaffale con i libri letti e un comodino con la pila in attesa di lettura.

Sarà qui.

Il valore dell’ignoranza

Non penso, questo è ovvio, che l’ignoranza in sé sia un valore, averne la consapevolezza ha invece valore inestimabile.

Tutta la conoscenza è di fatto preceduta dall’ignoranza e riconoscerla con umiltà è presupposto fondamentale per un nuovo percorso di conoscenza. So che sto dicendo cose scontate e banali, tuttavia viviamo proprio un tempo in cui la propria ignoranza non viene minimamente percepita né tantomeno ammessa.

È l’epoca piuttosto in cui l’ignoranza viene elevata a conoscenza, è l’epoca in cui si afferma, con orgoglio e presunzione, che il proprio non sapere ha lo stesso valore del sapere acquisito con anni di studio e umile fatica.

Discutiamo presumendo di conoscere, in realtà facciamo poco più che chiacchiere da bar dentro un qualsiasi social network, spacciando le nostre più che superficiali opinioni come conoscenza. Ecco quindi che parlando di vaccini, secondo questa logica distorta, l’opinione del virologo come per magia vale quanto la mia che di virologia non so un accidente.

Giusto sapere che siamo invece mediamente ignoranti e talvolta in maniera così profonda da non essere nemmeno in grado di averne coscienza.

Così la consapevolezza dell’ignoranza acquisisce un valore inestimabile, motivo per cui scherzando dico sempre ai miei figli che devono imparare a essere ignoranti. Conoscere e riconoscere la propria ignoranza è il primo passo verso una nuova conoscenza.

La menzogna è onestà

Adesso vi spiego. Quel suo discorso è certo una menzogna, parola per parola; ma poiché tutti se ne rendono conto, possiamo ben considerarlo un discorso onesto, non vi pare?

Ryūnosuke Akutagawa – KAPPA

Usare il tempo

Il tempo passa e per me in effetti ne è trascorso già molto.

Non sono però ossessionato dal tempo che passa, piuttosto del pessimo uso che ne potrei fare.

…si è oculatissimi nel tenere ben stretto il proprio patrimonio, ma quando si tratta di sprecare il tempo, ossia quella cosa per la quale solo è onorevole essere avari, si è sommamente prodighi.

Seneca - De brevitate vitae

Gli italiani non si informano *

Annamaria Testa su Nuovo e Utile riguardo la scarsa propensione di noi italiani a leggere e informarsi.

Ho lo sconfortante sospetto che tutto ciò denoti una decrescente attitudine a prendere contatto coi fatti e coi dati. A far la fatica di selezionare e verificare le fonti. A prendersi l’ulteriore onere di ragionarci sopra applicando un minimo di pensiero critico.

E ancora.

Tutto ciò appare paradossale in un tempo in cui l’informazione di qualità è più accessibile che mai.

Il culto dell’ignoranza.

Promemoria - Andrea Bajani

Ricordarsi prima di morire
che le palpebre resteranno
alzate. La morte non chiude
gli occhi a chi l’ha vista
arrivare. Glieli chiudono i vivi
per non farsi guardare.

The Guardian Photography *

La sezione fotografia del Guardian è davvero qualcosa.

Indeed *

Wired says RSS readers are due for a comeback. For some of us, they never went away.

Via Patric Rhone

Io sono febbraio *

Vivevo da tempo un febbraio senza fine e, ammetto, lessi questo libro per il titolo. Mi si addiceva.

Qualcuno (o qualcosa) poi decise che poco dopo, proprio in questo giorno di quel tempo, il mio febbraio infinito finisse.

You're on a roll *

Ho cancellato il mio account di Facebook molto tempo fa. Ma in effetti, perché limitarsi a questo?

Does it bring you misery? Delete it.

Depth over speed *

Lettura interessante, estremizza un poco per esemplificare e chiude con decisione.

I began to see it wasn’t newspapers that were so great, but social media that was so bad… The built-in incentives on Twitter and Facebook reward speed over depth, hot takes over facts and seasoned propagandists over well-meaning analyzers of news. You don’t have to read a print newspaper to get a better relationship with the news. But, for goodness’ sake, please stop getting your news mainly from Twitter and Facebook.

Strumenti

Carta e penna stilografica, scrivo così, è una cosa che semplicemente mi piace.

Ho una scrittura piccola e ho sempre avuto una predilezione per i pennini molto sottili, consentono precisione e ordine. Ho però voluto cambiare provando con pennini più larghi, erogano più inchiostro rivelandone i dettagli. La scrittura è più scorrevole e il tratto meno anonimo, davvero piacevole.

Ora sto usando una Lamy Safari allestita con il mio primo pennino calligrafico, una AL-star Oceanblue con pennino calligrafico 1.1 caricata con inchiostro Iroshizuku Tsuky-Yo.

Bassa risoluzione

Durante il fine settimana ho letto Bassa risoluzione, un breve saggio di Massimo Mantellini pubblicato di recente per Einaudi. Parla di come abbiamo ridotto le nostre aspettative, di come ci siamo accontentati della bassa risoluzione (foto, musica, mobili dell’IKEA) perché, in fondo, ci basta così.

Non sono bravo a recensire libri così mi limito a consigliarne la lettura, è ben scritto e mi ha lasciato più di uno spunto di riflessione 1.

Uno in particolare.

La bassa risoluzione, si dice nel libro, è una condizione che ci facciamo andare bene un po’ per tutto dalla qualità della musica a quella dell’informazione.

Penso però che essere solo a bassa risoluzione sia una nostra precisa scelta.

Possiamo scegliere di lasciarci informare passivamente scorrendo la timeline di un qualsiasi social network, che con un algoritmo aggrega le informazioni che ritiene più interessanti per noi.

Possiamo fermarci alla home page tempestata di “boxini morbosi” di un qualsiasi quotidiano.

Possiamo accontentarci e farcelo bastare.

Possiamo però anche scegliere di informarci con un po’ più di consapevolezza, cercando e selezionando le nostre fonti, aggregandole noi stessi per poi leggere e approfondire.

È la differenza tra scegliere di ragionare con la propria testa o scegliere di rimanere alla superficie delle cose delegando la scelta a un algoritmo.

  1. Mi ha poi fatto conoscere Domenico Gnoli, cosa per cui ringrazio. 

Take the power back *

How about changing? Changing from passive, to active. From scroll to search, from react to rethink, from like and retweet to write and link.

Leggere l'internet

Non sono un grande utilizzatore di social network, ho iniziato a usarli un po’ tutti per poi smetterli uno dopo l’altro. Unica eccezione Twitter, di cui faccio uso limitato e tutto sommato improprio, per lo più come aggregatore di informazioni.

Seguo un po’ di persone con le quali interagisco poco o nulla, mi sono costruito un po’ di liste a tema che uso per informarmi su cose che mi interessano. Potrei in effetti farne a meno, vedremo.

Non potrei invece fare a meno di una cosa della vecchia internet, che uso da sempre, il web feed i cui due formati principali sono RSS e Atom.1

Vi sarà certo capitato di vedere l’icona arancione che indica la presenza di un web feed e vi invita a sottoscrivere i contenuti del sito. Ecco quella cosa li.

Questo è il mio modo di leggere l’internet.

I web feed sono (per fortuna) ancora ampiamente supportati da quasi tutti i siti e rendono semplice sottoscrivere e aggregare i contenuti che ci interessano.2

Trovo sia un buon metodo per ambire a un’informazione oggettiva, pluralista e per sfuggire, un poco ma non del tutto3, alla filter bubble in cui cadiamo se usiamo solo informazioni aggregate da terzi4.

Ricordo la mia professoressa di filosofia del liceo presentarsi talvolta in classe con una pila di quotidiani, quasi tutti quelli disponibili a quel tempo. Ci diceva che l’unico modo di avere un’informazione pluralista e formare un’idea nostra era di sforzarsi a non leggere solo il nostro quotidiano preferito ma di leggere e ascoltare tutto, anche quanto non proprio vicino al nostro modo di pensare.

Internet oggi ci offre l’opportunità di accedere a una quantità di informazioni neanche pensabile a quei tempi, i contenuti che possiamo aggregare grazie ai web feed rappresentano la mia versione attuale e drammaticamente espansa di quella pila di quotidiani.

Certo bisogna cercare, scegliere e poi anche leggere, approfondire un poco, usando la nostra testa (opportunità e privilegio cui io non intendo rinunciare) e non scorrere pigramente e passivamente una timeline assemblata da un algoritmo.

Bisogna imparare a capire, imparare a non essere superficiali.

Questo della superficialità e del dilagante culto dell’ignoranza sono temi che mi stanno a cuore e che meriterebbero ulteriori riflessioni, però è tardi e “…il pollice mi duole. Lascio questa scrittura…” cui però tornerò.

  1. Dai link alle rispettive pagine di Wikipedia si possono ricavare tutti gli aspetti tecnici relativi che pertanto qui ometto. 

  2. Esistono dei servizi che aiutano a farlo, io uso Feedly con Reeder

  3. Nessuna illusione a riguardo. È vero che scegliamo noi le fonti e cosa leggere, così facendo ci creiamo comunque la nostra personalissima filter bubble. L’importante è averne la consapevolezza per non esserne prigionieri. 

  4. Non dico certo che non si devono utilizzare i motori di ricerca o i social, ma non si devono utilizzare solo quelli. 

The magic of writing *

…writing down a thought, you encourage more thoughts to come.

Thoughts as nest eggs - Austin Kleon.

Ruminare

Di come scrivo e riscrivo le stesse cose, modificando minimamente e sottraendo piccoli e inessenziali pezzi fino ad arrivare all’essenza.

Scrivere spesso le stesse cose, ruminare sulle stesse idee è cosa che mi capita di frequente, direi piuttosto che è una costante del mio essere. Mi interrogo spesso su questo mio modo di procedere chiedendomi se sia un modo per evolvere il pensiero o piuttosto solo una confortevole abitudine che mi da sicurezza e tranquillità.

Probabilmente sono vere entrambe le cose.

In generale penso che lavorare sulla stessa idea, ruminandola e digerendola, porti a due cose:

  • definirla fin nei minimi dettagli e darle vita,
  • abbandonarla perché ho capito che è una pessima idea, divertente magari ma che non porterebbe da nessuna parte e financo pericolosa.

Ciò che fa la differenza è ruminare con consapevolezza e perseveranza. La perseveranza, in fondo, è la testardaggine che ha uno scopo.

2018

Essere un me migliore del me che sono stato nel 2017.