Il peso dell’ignoranza

Leggo più di quanto scriva anche se non leggo quanto vorrei. Ma scrivo anche tanto, carta e penna, riempio quaderni che una volta finiti vanno in una scatola chiusa in un armadio. Scrivere è per me una forma di meditazione, di catarsi.

Vengono fuori i miei limiti e tutta la mia ignoranza.

Viviamo un’epoca in cui l’ignoranza è ostentata e quasi considerata virtù.

Io della mia ignoranza sento invece tutto il peso, leggendo e scrivendo mi illudo di rendere questo fardello un poco più lieve e sopportabile.

Pezzettino triste

Ieri sera
tutto un traffico di sogni…
Mi sono sognato
che sognavo
che ti sei sognata
che ti sognavi
di sognare me.
Che bella balla
che è il mondo.

Giovanni Previdi – Due fettine di salame, poesie.

Writing for 50 years without publishing

Matt Salinger: ‘My father was writing for 50 years without publishing. That’s a lot of material’

What becomes clear is that he has been immersed in his father’s material for years – pages typed on Underwood and Royal typewriters, as well as what Salinger called “his squibs, or his fragments” on ordinary paper cut into eighths: “a lot of handwritten, very small notes”. When he began work in 2011, Matt never expected it would take eight years.

A lot of handwritten, very small notes, music to the ears of an analog writer like me.