Leggere l'internet

Non sono un grande utilizzatore di social network, ho iniziato a usarli un po’ tutti per poi smetterli uno dopo l’altro. Unica eccezione Twitter, di cui faccio uso limitato e tutto sommato improprio, per lo più come aggregatore di informazioni.

Seguo un po’ di persone con le quali interagisco poco o nulla, mi sono costruito un po’ di liste a tema che uso per informarmi su cose che mi interessano. Potrei in effetti farne a meno, vedremo.

Non potrei invece fare a meno di una cosa della vecchia internet, che uso da sempre, il web feed i cui due formati principali sono RSS e Atom.1

Vi sarà certo capitato di vedere l’icona arancione che indica la presenza di un web feed e vi invita a sottoscrivere i contenuti del sito. Ecco quella cosa li.

Questo è il mio modo di leggere l’internet.

I web feed sono (per fortuna) ancora ampiamente supportati da quasi tutti i siti e rendono semplice sottoscrivere e aggregare i contenuti che ci interessano.2

Trovo sia un buon metodo per ambire a un’informazione oggettiva, pluralista e per sfuggire, un poco ma non del tutto3, alla filter bubble in cui cadiamo se usiamo solo informazioni aggregate da terzi4.

Ricordo la mia professoressa di filosofia del liceo presentarsi talvolta in classe con una pila di quotidiani, quasi tutti quelli disponibili a quel tempo. Ci diceva che l’unico modo di avere un’informazione pluralista e formare un’idea nostra era di sforzarsi a non leggere solo il nostro quotidiano preferito ma di leggere e ascoltare tutto, anche quanto non proprio vicino al nostro modo di pensare.

Internet oggi ci offre l’opportunità di accedere a una quantità di informazioni neanche pensabile a quei tempi, i contenuti che possiamo aggregare grazie ai web feed rappresentano la mia versione attuale e drammaticamente espansa di quella pila di quotidiani.

Certo bisogna cercare, scegliere e poi anche leggere, approfondire un poco, usando la nostra testa (opportunità e privilegio cui io non intendo rinunciare) e non scorrere pigramente e passivamente una timeline assemblata da un algoritmo.

Bisogna imparare a capire, imparare a non essere superficiali.

Questo della superficialità e del dilagante culto dell’ignoranza sono temi che mi stanno a cuore e che meriterebbero ulteriori riflessioni, però è tardi e “…il pollice mi duole. Lascio questa scrittura…” cui però tornerò.

  1. Dai link alle rispettive pagine di Wikipedia si possono ricavare tutti gli aspetti tecnici relativi che pertanto qui ometto. 

  2. Esistono dei servizi che aiutano a farlo, io uso Feedly con Reeder

  3. Nessuna illusione a riguardo. È vero che scegliamo noi le fonti e cosa leggere, così facendo ci creiamo comunque la nostra personalissima filter bubble. L’importante è averne la consapevolezza per non esserne prigionieri. 

  4. Non dico certo che non si devono utilizzare i motori di ricerca o i social, ma non si devono utilizzare solo quelli.